• 001.png
  • 002.png
  • 003.png
  • 004.png
  • 005.png
  • 006.png
  • 007.png
Visite: 321

Recensione

L'uomo bonsai

La vita di ogni uomo è attraversata da corsi d'acqua che separano o uniscono la propria vita con quella di altre persone. Acque fresche e limpide o torbide e impetuose che portano cambiamenti più o meno visibili. L'uomo bonsai era Amedeo il Vasaio prima di subire la metamorfosi che egli stesso racconta al capitano O'Murphy e che a sua volta racconta alla taverna del Gambero Monco ad un gruppetto di marinai scettici. La leggenda è passata di mare in mare fino ad arrivare nelle mani del duo artistico Roca-Bernard che ha fatto rivivere la leggenda nelle pagine edite da Logos. Il personaggio, Amedeo il Vasaio, si trova imbarcato con la forza in una nave mercantile presto assalita da pirati comandati dal sadico capitano Stroke. Inizia così la tragica sorte di Amedeo il quale, dopo aver subito ogni sorta di umiliazione ed angheria, viene abbandonato in un'isola deserta del Mar della Cina dominata da un albero colossale dal quale cade sulla sua testa un seme che inizia a germogliare. Amedeo lotta con l'albero, tenta di sradicarlo in tutti i modi finché, vinto, si abbandona sulla spiaggia quasi morto. Una giunca di pirati cinesi lo trova, lo imbarca e lo mette nelle mani di un anziano che si prende cura di lui e del suo albero restituendogli la vita e una nuova identità: Amedeo il Vasaio diventa L'uomo Bonsai. Man mano che l'albero cresce riceve forza e vigore ed è in grado di compiere azioni prodigiose che gli valgono la fama di invincibile. Col passare del tempo deve fare i conti con il proprio corpo assalito da crampi e dolori. L'Uomo Bonsai dovrà compiere un passo ulteriore nella sua trasformazione e per far questo i pirati cinesi dispongono con cura della terra nella stiva per piantarlo e farlo vivere secondo la sua natura.
Come per il bonsai, la forma del tronco mostra le caratteristiche dell'albero, così è per L'uomo bonsai, una storia profusa di emozioni consumate dalle vicende che danno forma ai personaggi. L'avventura di cui si narra invita il lettore ora a chinarsi e raccogliere se stesso in una muta riflessione sul destino umano, ora ad alzare il capo e spingere lo sguardo oltre. Perché un bonsai e non una quercia per dare vita al racconto? L'autore ama lanciare i personaggi in imprese ardite, leggendarie; Roca, con queste imprevedibili sceneggiature, realizza opere caratterizzate da profondi chiaroscuri. Due eccellenze, Bernard e Roca, che impreziosiscono la carta e l'immaginazione dei lettori.

Adolfina De Marco