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Categoria: I migliori libri per ragazzi
Autore: Steinhofel Andreas
Editore: Beisler
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Recensione

Rico, Oscar e la pietra rapita

Gilbert Keith Chesterton sosteneva che la parte migliore dei gialli di Conan Doyle "...è la commedia delle conversazioni tra Holmes e Watson e ciò per la semplice ragione che i due sono sempre ben caratterizzati...". Riflessione che va fatta ricadere su Federico e Oscar, due personaggi alquanto insoliti creati da Andrea Steinhöfel, protagonisti di Rico, Oscar e la pietra rapita, ultima avventura di una trilogia edita da Beisler e magistralmente illustrata da Peter Schössow. Anche Rico e Oscar, come i più famosi detective Holmes e Watson, sono ben caratterizzati: Federico, detto Rico, è allampanato, con un lieve ritardo, dotato di coraggio e di solide certezze affettive; l'amico Oscar, con intelligenza "al cubo", è minuto, ha molte manie, ha una precaria situazione affettiva. In questa nuova spassosa avventura, i giovani detective si lanciano, con l'audacia che li distingue, nella ricerca della "pietra vitellina" che lo scontroso signor Orsi, ormai defunto e sepolto, ha lasciato in eredità a Rico assieme alle altre sue pietre da collezione. I due detective si trovano di fronte ad un altro caso insolito da risolvere che li spinge sul mar Baltico, lontani dalla loro abitazione di Berlino in via Dieffe 93. Ancora una volta è Rico a raccontare in prima persona la trama, occupandosi anche di dare definizioni personali di termini che ritiene utili per una migliore comprensione dei fatti. Ancora una volta è Rico il vero protagonista, antieroe, fuori dalle righe, al quale viene affidata una ricchezza affettiva, una memoria del cuore ed è proprio in questo ultimo episodio, come in tutti i gialli che si rispettino, che il lettore viene illuminato dalla rivelazione del segreto, in questo caso dal senso profondo e nascosto che Rico porta con sé: la metafora del potere universale dell'amore proposto con l'aspetto più autentico che si possa mostrare, cioè con l'incontro e l'accoglienza degli Altri senza pregiudizi. Alla corsa per la raccolta di indizi si succedono situazioni che aiutano i giovani protagonisti ad interrogarsi sul senso della vita e alla fine della corsa è Rico, ancora, che ci riporta sulla giusta strada della comprensione con la definizione di un termine. "RIMEMBRARE: è un altro modo per dire ricordare...dentro contiene la parolina cor, che significa cuore. I romani, infatti, pensavano che i ricordi abitassero nel nostro cuore". Un romanzo vivace con una veduta molto ampia -e acuta- sulla realtà quotidiana di un'infanzia diversa ma abile nel saper cogliere le sfumature dell'anima.

Adolfina De Marco